Pietrabbondante Pietrabbondante
Benvenuti a Le Case di Papa' NuccioLe case di Collemeluccio sono una infilata di modeste case addossate alla strada Trignina. Erano abitate dai guardiani del Bosco di Colle Meluccio di proprieta' dal 1628 dei Duca D'Alessandro di Pescolanciano.Nel 1891 il tribunale di Napoli decreto' il fallimento del Duca Giovanni Maria D'Alessandro e l'abetina di Collemeluccio fu messa in vendita suddivisa in due lotti di 238 ha e 268 ha. Il primo, dopo una serie di passaggi, fu acquistato da mio trisavolo Vincenzo Lastoria, originario del confinate paese di Civitanova del Sannio che gia' se ne occupava in qualita' di guardianoEgli se ne prese cura per gli anni a venire e cosi' i suoi 8 figli maschi ed i suoi nipoti, tra cui mio nonno Mario; qui vivevano occupandosi del taglio e della vendita dell'abete bianco il cui legname era usato per le costruzioni e per la realizzazione delle attrezzature varie connesse alle attivita' agricole. E le case si e accrescevano, l'una addossata all'altra, per ospitare l'abbondante prole.Le case furono anche fermata della ferrovia Agnone-Pescolanciano, che, dalla sua inaugurazione nel 1909 alla sua distruzione, ad opera dei soldati tedeschi nel 1943, prima, e del fallimento societario, dopo, fu esempio ed opera della ostinata volonta' del popolo altomolisano di uscire dall'isolamento e collegarsi con le altre rotte ferroviarie italiane.Il dopoguerra e le emigrazioni hanno caratterizzato inevitabilmente questi luoghi: nel tempo le case si sono svuotate... la vicina Pietrabbondante, senz'altro piu' comoda e ospitale soprattutto nei lunghi e nevosi inverni, ha accolto tutti i suoi abitanti compreso mio nonno insieme a tutti i suoi fratelli e sorelle.E le case di Collemeluccio sono rimaste custodi silenziose del bosco degli abeti bianchi e dei cerri.Ora, con Le case di Papa' Nuccio, tento di non perdere la storia dei miei antenati e del suo capostipite in Pietrabbondante, Vincenzo. Anche se le case di oggi offrono i comfort moderni e non assomigliano piu' a quelle originarie, conservano ancora la loro identita' e rimangono testimoni della nostra storia familiare e del legame profondo con questa terra e con il bosco degli abeti bianchi.